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Sistema CCTV
Closed Circuit Television, altrimenti conosciuto con l’acronimo CCTV, è un
sistema video privato situato all’interno di un edificio o un complesso usato per visualizzare e
monitorare un luogo con lo scopo di sorvegliare e garantiire la sicurezza degli ambienti o dei
processi monitorati. Un CCTV registra le immagini e le rende visibili direttamente sul posto in cui
è installato il circuito. I sistemi CCTV tradizionali richiedono un'infrastruttura separata basata
su cavo coassiale. Il sistema è costituito da una serie di videocamere analogiche, monitor statici
e registratori di video cassette, connessi tramite una costosa e complessa matassa di cavi
coassiali. Questo supporto e' stato progettato per una trasmissione video di tipo punto-punto da
una telecamera ad un registratore posto nello stesso sito. Lo stesso fattore umano (l’addetto
preposto alla sorvegllianza dei monitor nella sala regia) è da considerarsi parte integrante del
sistema.
Cenno storico
Le origini della CCTV risalgono agli anni '50. Gli sviluppi realizzati negli
anni '70, in particolare i sistemi di registrazione analogici e le telecamere a stato solido,
trasformarono la sorveglianza da puro concetto ad applicazione pratica. Come mostrato in Figura 1,
i sistemi tradizionali utilizzavano un cavo coassiale a 75 Ohm. Su questo cablaggio era possibile
collegare più telecamere ad un multiplexer centralizzato che alimentava più videoregistratori in
una sala di controllo centrale. Era possibile visualizzare le immagini tramite diversi monitor,
oppure tramite un unico monitor connesso ad uno switch che commutasse verso la telecamera
desiderata o ancora tramite monitor che mostrassero più segnali video in finestre separate.
Figura 1 - Diagramma tipico di sistema analogico CCTV con trasmissione coassiale
Gli svantaggi di tale soluzione erano costituiti principalmente dal costo della
stazione di visualizzazione mediante monitor. La soluzione centralizzata costituiva inoltre un
punto di fragilità del sistema. Tutti i segnali video ed i cavi di controllo confluivano verso
questo centro, allo spostarsi di una telecamera diventava spesso necessario posare un nuovo cavo.
Le librerie di nastri risultavano voluminose e soggette ai problemi di interferenza tipiche dei
supporti magnetici; questi sistemi non potevano quindi fornire la totale funzionalità per la quale
erano stati progettati.
Il fattore umano era parte integrante del sistema (necessità di sostituzione
manuale dei nastri, controllo visivo delle sessioni registrate, ecc.).
In questi ambienti venne talora utilizzata anche la fibra ottica, nei casi in
cui le distanze avrebbero richiesto l'uso di ripetitori di segnale oppure dove le interferenze
costituissero un problema serio.
Ancora oggi il sistema analogico CCTV prevede una complessa attività di
mantenimento, non offre la possibilità di accesso da remoto ed è notoriamente poco integrabile con
altri sistemi.
Nel dettaglio possiamo riassumere:
- Le distanze tra il luogo monitorato e la centrale (stazione di visualizzazione) devono essere
ridotte data la necessità di cavi su cui devono passare i dati
- La consultazione e il recupero dei dati ritenuti degni di analisi risulta macchinosa poiché la
registrazione avviene continuativamente e per risalire a quanto interessa è necessaria l’intera
sbobinatura del nastro inciso
I tentativi per migrare verso la soluzione digitale non sono mancati. Pur mantenendo il sistema
di telecamere analogiche, nel tempo sono stati realizzati
registratori digitali consultabili tramite Internet, che hanno sostituito gli obsoleti
registratori a bobine. Successivamente alcuni grandi operatori del settore hanno inserito nel
sistema, accanto alle telecamere analogiche, dei
video server affinché l’immagine potesse essere digitalizzata. Le performance ottenute
risentono tuttavia della bassa risoluzione delle immagini catturate dalle telecamere
analogiche.
Questi indiscutibili miglioramenti risultano comunque interventi parziali nel
panorama dell’IP digital system!
Segue>>>
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